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FORMAZIONE CARITAS DIOCESANA: LA RELAZIONE DI MONS. SABINO IANNUZZI

Nella serata di ieri, 10 Marzo, durante la tappa 6 del percorso formativo per i volontari della Caritas, il nostro vescovo, Mons. Sabino Iannuzzi, ha guidato un incontro sul tema “La comunicazione tra volontari: parole che generano comunità” – “La comunicazione tra volontari e bisognosi: parole che sanno accogliere ed incontrare.”

L’incontro non si è limitato a dare consigli pratici su come parlarsi tra volontari, ma ha offerto una vera e propria riflessione sul ruolo fondamentale della comunicazione nelle dinamiche di vita del volontario.

Mons. Iannuzzi ha aperto la serata sottolineando che comunicare non significa solo trasmettere informazioni o coordinare attività. Al contrario, la comunicazione è un vero strumento di relazione, mettendo insieme fiducia, motivazione e senso di appartenenza. Quando i volontari parlano tra loro, le loro parole possono rafforzare il gruppo oppure rallentare l’incontro, generando incomprensioni e tensioni. Per questo, non basta essere chiari e precisi: è necessario usare le parole con consapevolezza e responsabilità, affinché diventino semi per la vita comunitaria e non barriere tra le persone.

Un punto centrale della serata è stato il ruolo dell’ascolto attivo. Mons. Iannuzzi ha spiegato come ascoltare non sia soltanto un sentire le parole dell’altro, ma un comprenderne le intenzioni, accogliendo le emozioni e riconoscendo il contributo di ciascuno. Solo attraverso un ascolto autentico, infatti, è possibile creare relazioni basate sulla fiducia e sul rispetto reciproco, che sono alla base di ogni comunità forte e coesa.

Il vescovo ha inoltre evidenziato come le parole abbiano inoltre un peso morale e sociale. In un contesto di volontariato, le parole possono incoraggiare, valorizzare e sostenere, oppure possono ferire e generare divisioni. Quando i volontari scelgono parole che costruiscono, essi contribuiscono non solo al buon funzionamento delle attività, ma anche alla crescita della comunità stessa, trasformando la comunicazione in un vero atto di carità.

Infine, Mons. Iannuzzi ha messo in relazione la comunicazione con la dimensione evangelica del volontariato. Parlare con rispetto, ascoltare con attenzione e incoraggiare con sincerità significa incarnare lo stile del Vangelo nelle relazioni quotidiane. Così, ogni parola diventa un piccolo gesto di comunità: non solo un mezzo per coordinare le attività, ma un modo concreto di vivere la fraternità e di testimoniare la Carità.

Il messaggio conclusivo della serata è chiaro e potente: una comunità non si costruisce solo con le azioni, ma con le parole che scegliamo di pronunciare, con l’ascolto che offriamo e con la disponibilità a sostenere chi ci sta accanto. In altre parole, la comunicazione tra volontari non è accessoria al servizio, ma ne è il cuore vitale.

 

Melania De Carlo

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